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Alberto de Carolis Villars

“Archivio della voce: Giulio Cesare Castello e la radio.”

Referente: Prof. Vito Zagarrio (Università Roma Tre)

Abstract

Il presente progetto di ricerca è dedicato all’indagine, alla catalogazione e alla valorizzazione dell’attività radiofonica di Giulio Cesare Castello, intellettuale poliedrico e figura di primo piano della critica cinematografica italiana del secondo dopoguerra. Parallelamente all’attività svolta sulle pagine de Il Punto (tra il 1956 e il 1965), Castello collaborò a lungo con la RAI, contribuendo alla realizzazione e alla cura di programmi radiofonici e televisivi dedicati al cinema, al teatro e alla letteratura, confermandosi uno dei più autorevoli divulgatori culturali del suo tempo.
Tra le numerose iniziative che testimoniano l’ampiezza della sua attività radiofonica si colloca Il Fascino discreto della parola, ideato nel 1978, dove grandi opere della letteratura e del teatro (da Dumas a Shakespeare, da Manzoni a Beckett, fino al Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi) venivano proposte attraverso le interpretazioni di alcuni dei maggiori protagonisti della scena italiana, tra cui Corrado Pani, Vittorio Gassman, Eleonora Rossi Drago o Titina De Filippo – con la quale Castello aveva già collaborato negli anni Cinquanta nella realizzazione del documentario Il museo delle voci (1955).
All’interno di questo ampio contesto, la ricerca, svolta all’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi, si concentra specificamente sulla sua produzione radiofonica, con l’obiettivo di ricostruirne sistematicamente lo sviluppo attraverso un lavoro di indagine archivistica, censimento e catalogazione delle trasmissioni da lui ideate, curate o alle quali partecipò come critico e interlocutore.
 Il lavoro approfondisce inoltre alcuni nuclei tematici particolarmente significativi della sua produzione radiofonica, tra questi assume un ruolo di primo piano il rapporto con il cinema, ambito nel quale Castello portò il proprio metodo dal giornalismo alla radio, intervenendo come storico e come critico, dialogando con alcuni dei maggiori protagonisti del cinema italiano, tra cui Federico Fellini, e affrontando con rigore temi legati alla poetica degli autori, al linguaggio cinematografico e ai processi creativi.
Analoga rilevanza assumono le trasmissioni dedicate a figure fondamentali della storia del cinema internazionale, come Joseph von Sternberg, regista al quale Castello aveva già dedicato una delle prime monografie italiane, a testimonianza della continuità tra la sua attività di studioso, saggista e divulgatore.
La sistematizzazione di questo patrimonio documentario consente di ricostruire una parte significativa dell’attività di Giulio Cesare Castello, evidenziando il ruolo della radio come strumento di propagazione della cultura e, più in generale, di dialogo tra cinema, teatro e letteratura. Il progetto offre così agli studiosi un nuovo strumento per approfondire la storia della critica cinematografica italiana, della divulgazione radiofonica e dell’attività culturale della RAI nel secondo Novecento.

This research project is dedicated to the investigation, cataloguing, and valorisation of the radio activity of Giulio Cesare Castello, a versatile intellectual and leading figure of Italian film criticism in the post-war period. Alongside his work for Il Punto (1956–1965), Castello maintained a long-standing collaboration with RAI, contributing to the production and editorial direction of radio and television programmes devoted to cinema, theatre, and literature, thereby confirming his standing as one of the most authoritative cultural popularisers of his time.
Among the many initiatives that attest to the breadth of his radio work is Il Fascino discreto della parola, conceived in 1978, in which great works of literature and theatre — from Dumas to Shakespeare, from Manzoni to Beckett, up to the Canticle of the Creatures of Saint Francis of Assisi — were presented through the interpretations of some of the leading figures of the Italian stage, including Corrado Pani, Vittorio Gassman, Eleonora Rossi Drago, and Titina De Filippo, with whom Castello had already collaborated in the 1950s on the documentary Il museo delle voci (1955).
Within this broad context, the present research, conducted at the Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, focuses specifically on Castello’s radio production, with the aim of systematically reconstructing its development through archival investigation and the census and cataloguing of the broadcasts he conceived, edited, or in which he took part as critic and interlocutor.
The study further explores several thematic clusters of particular significance within his radio production, foremost among them his engagement with cinema, a field in which Castello brought his journalistic method to bear on radio, intervening both as historian and as critic, engaging in dialogue with some of the foremost protagonists of Italian cinema, including Federico Fellini, and addressing with rigour issues related to authorial poetics, cinematic language, and creative processes.
Equal significance attaches to the broadcasts devoted to seminal figures in the history of international cinema, such as Joseph von Sternberg, to whom Castello had already dedicated one of the first Italian monographs — a further testament to the continuity between his activity as scholar, essayist, and popular educator.
The systematisation of this documentary heritage makes it possible to reconstruct a significant portion of Giulio Cesare Castello’s activity, highlighting the role of radio as an instrument for the dissemination of culture and, more broadly, as a site of dialogue between cinema, theatre, and literature. The project thus offers scholars a new research tool for the study of the history of Italian film criticism, of radio broadcasting as a form of cultural dissemination, and of RAI’s cultural activity in the second half of the twentieth century.