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Emanuela Bauco

“Giulio Cesare Castello e la critica teatrale del Novecento”

Referente: Prof. Raimondo Guarino (Università Roma Tre)

Abstract

L’intento di questa fase è la realizzazione di una raccolta antologica dedicata a Giulio Cesare Castello, trasformando l’ampio scavo d’archivio condotto su «Sipario», «Teatro Scenario», «Bianco e Nero» e «Belfagor» in uno strumento organico. Il lavoro mira a restituire la coerenza metodologica dell’autore, sottolineandone l’interdisciplinarietà. L’impianto del volume è strutturato per offrire una lettura diacronica del pensiero di Castello, articolandosi in due blocchi tematici che fungono da tappe di un laboratorio di ricerca costante.

Struttura dell’antologia

  1. 1946–1951: Il Castello “giovane”

Questa sezione documenta il ruolo di mediatore svolto dall’autore tra la drammaturgia internazionale e la scena italiana. Il montaggio dei testi intende evidenziare non solo la cronaca teatrale, ma la funzione di Castello

  • La nascita e le trasformazioni del nuovo sistema delle compagnie nell’immediato dopoguerra.
  • Contestualizzare la sua capacità di intercettare il dibattito critico coevo, definendo la posizione di Castello nel confronto tra “teatro d’arte” e “teatro commerciale”.
  1. 1952–1982: Il critico maturo
  • Questa sezione si concentra sull’evoluzione della prospettiva castelliana, esplorando l’intersezione tra      teatro, cinema e televisione.
  • La “grande regia” (analizzata attraverso il caso emblematico di Luchino Visconti), il divismo inteso come categoria di studio (con focus su Marcello Mastroianni e Giorgio De Lullo) e la prosa televisiva della RAI.

Evidenziare la modernità di Castello nel leggere il “corpo dell’attore” come elemento trasversale, capace di migrare dal palcoscenico allo schermo mantenendo intatta la propria funzione espressiva.

Il volume non si limita alla riproposizione di testi, ma punta a ricomporre il pensiero di Castello come un unico laboratorio di ricerca, trasformandolo in un utile strumento di consultazione. I testi saranno organizzati per “nodi tematici” (Regia, Attore, Traduzione, Pubblico), fungendo da fili rossi che legano i due blocchi temporali. L’antologia si propone come una mappatura del “gancio” castelliano, ovvero la sua straordinaria. attitudine a dialogare tra discipline diverse. Per rafforzare questa visione, si integrerà l’antologia con un apparato critico che metta in dialogo le sue posizioni con quelle dei suoi contemporanei (es. D’Amico, Guerrieri). Per garantire la massima efficacia scientifica, l’opera sarà corredata da: Indici analitici (nomi e opere) fondamentali per ricostruire la rete di relazioni culturali di Castello. Bibliografia cronologica completa, intesa come censimento definitivo dell’intera produzione dell’autore. In conclusione, il progetto intende restituire al lettore la figura di Castello non solo come cronista, ma come osservatore privilegiato della interdisciplinarietà che sia, al contempo, un atto di recupero filologico e una necessaria ricollocazione storiografica nel panorama critico del Novecento.

“Giulio Cesare Castello and 20th-Century Theater Criticism”

The intention of this phase is the realization of an anthology dedicated to Giulio Cesare Castello, transforming the extensive archival research carried out on «Sipario», «Teatro Scenario», «Bianco e Nero» and «Belfagor» into a coherent whole. The work aims to restore the author’s methodological coherence, emphasising his interdisciplinary approach. The volume is structured to offer a diachronic reading of Castello’s thought, divided into two thematic sections that serve as stages in an ongoing research project.

Structure of the anthology

  1. 1946–1951: the ‘young’ Castello

This section documents the role the author played as a mediator between international drama and the Italian theatre. The montage compilation of texts aims to highlight not only theatrical news, but also Castello’s role:

  • The birth/emergence and evolution of the new theatre company system in the immediate post-war period.
  • To contextualize his ability to engage with contemporary critical debate, defining Castello’s position in the debate between art theatre and commercial theatre.
  1. 1952–1982: The mature critic
  • This section focuses on the evolution of Castello’s perspective, exploring the intersection between theatre, cinema and television.
  • Great direction (analysed through the emblematic case of Luchino Visconti), stardom as a field of study (with a focus on Marcello Mastroianni and Giorgio De Lullo) and RAI television drama. To highlight Castello’s modern approach in interpreting the ‘actor’s body’ as a cross-cutting element, able of moving from the stage to the screen whilst retaining its expressive function intact. The volume is not limited to a mere reprinting of texts, but aims to reconstruct Castello’s thought as a single research laboratory, transforming it into ‘thematic clusters’ (direction, acting, translation, audience), serving as common threads linking the two time periods. The anthology aims to map out Castello’s ‘hook’, that is, his extraordinary ability to foster dialogue across different disciplines. To reinforce this vision, the anthology will be supplemented with critical apparatus that places his views in dialogue with those of his contemporaries (D’Amico, Guerrieri). To ensure maximum scholarly rigour, the work will be accompanied by: analytical indexes (names and works) which are essential for reconstructing Castello’s network of cultural connections. A complete chronological bibliography, intended as a definitive catalogue of the author’s entire output. In conclusion, the project aims to present Castello to the reader not only as a chronicler, but as a privileged observer of interdisciplinarity – an endeavour that is at the same time an act of philological recovery and a necessary historiographical repositioning within the critical landscape of the twentieth century.