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Sara Contu

“Il Carnevale sardo come pratica sociale: arte, identità e memoria collettiva”

Relatrice: Prof.ssa Anna Lisa Tota (Università Roma Tre)
Correlatrice: Dr.ssa Lia Luchetti (Università Roma Tre)

Motivazione per l’assegnazione del premio

 La tesi propone una lettura sociologica delle tradizioni carnevalesche della Sardegna, terra d’origine di Sara Contu, interpretandole come pratiche sociali nelle quali si intrecciano arte, memoria, identità e patrimonio culturale. Attraverso due casi emblematici, il Carnevale di Mamoiada e la Sartiglia di Oristano, il lavoro indaga il ruolo delle celebrazioni nella trasmissione e rinegoziazione delle tradizioni delle comunità locali, nonché il contributo di musei e associazioni culturali alla loro salvaguardia e valorizzazione. L’osservazione etnografica condotta presso tre realtà museali coniuga efficacemente riflessione teorica e ricerca empirica, restituendo una lettura originale e rigorosa del Carnevale sardo come patrimonio vivo, capace di preservare e rinnovare nel presente la memoria e l’identità collettiva.

Abstract

Il lavoro di tesi in oggetto, proponendosi di indagare le tradizioni carnevalesche sarde attraverso la prospettiva della sociologia dell’arte, ha documentato il rapporto del Carnevale sardo con l’arte e il territorio, dedicando particolare attenzione al suo valore di patrimonio culturale e al ruolo svolto dalle associazioni culturali e dalle istituzioni museali nell’ambito della valorizzazione e diffusione delle pratiche sociali costituenti l’identità collettiva della comunità. A partire da una ricognizione dei principali contributi teorici della sociologia dell’arte, l’elaborato illustra il percorso di formazione e sviluppo della disciplina, osservando contestualmente le modalità per mezzo delle quali l’arte dialoga con la società, con particolare riferimento alle dinamiche di formazione della memoria collettiva in qualità di spazio simbolico di conservazione dell’identità e del patrimonio di un popolo, e al ruolo dell’arte e delle istituzioni museali nella conservazione e nella narrazione della memoria e del patrimonio culturale. Successivamente, viene esaminato il panorama delle celebrazioni carnevalesche sarde, ricostruendone le origini rituali nel loro intreccio tra elementi pagani e influenze religiose. Un’attenzione particolare è dedicata a due casi di studio emblematici: il Carnevale di Mamoiada e la Sartiglia di Oristano. La descrizione approfondita dedicata ai rituali tradizionali legati alle maschere dei Mamuthones e Issohadores e al cerimoniale della Sartiglia permette da un lato, di evidenziare le peculiarità di ciascuno e gli elementi che possiedono significati simili, favorendo una riflessione sul ruolo che le celebrazioni rivestono nella trasmissione delle tradizioni e dell’identità collettiva. Dall’altro, mediante l’impiego di un approccio attuale, consente di sviluppare una riflessione che mette a confronto la valorizzazione culturale con le trasformazioni moderne, osservando non solo la configurazione di uno scenario divisivo delle sfere uomo/donna rintracciabile nelle radici rituali arcaiche, ma anche il ruolo delle associazioni culturali locali nella salvaguardia del patrimonio culturale rappresentato dalle cerimonie carnevalesche.
La parte conclusiva dell’elaborato analizza le istituzioni museali che hanno dedicato uno spazio alla narrazione delle maschere del carnevale barbaricino e al Carnevale di Oristano. L’indagine, basata sull’osservazione etnografica condotta presso il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari di Nuoro, il Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada e il Centro di Documentazione e Studio sulla Sartiglia, prende in esame gli artefatti materiali utilizzati per raccontare le celebrazioni carnevalesche in quanto pratiche sociali, gli obiettivi perseguiti dalle istituzioni museali attraverso le scelte espositive, le strategie di comunicazione adottate per favorire un’esperienza accessibile e significativa per un pubblico eterogeneo e, in generale, il modo in cui le esposizioni contribuiscono a trasmettere e valorizzare le pratiche sociali e le tradizioni carnevalesche.
Alla luce del percorso di analisi sviluppato, l’adozione di una prospettiva sociologica nello studio del Carnevale sardo fa emergere la profondità di un fenomeno socioculturale in cui si intrecciano arte, memoria, identità e patrimonio. Il Carnevale sardo non si configura esclusivamente come un evento festivo, ma come espressione di una comunità le cui tradizioni continuano a vivere perché radicate nelle pratiche sociali e costantemente rinnovate grazie all’impegno delle associazioni culturali e delle istituzioni museali, che ne garantiscono la trasmissione e la valorizzazione nel tempo.

This thesis, which sets out to investigate Sardinian Carnival traditions from the perspective of the sociology of art, documents the relationship between the Sardinian Carnival, art and the territory, with particular attention to its value as cultural heritage and the role played by cultural associations and museums in promoting and preserving the social practices that constitute the collective identity of local communities.
Beginning with an overview of the main theoretical contributions of the sociology of art, the thesis outlines the development and evolution of the discipline while examining the ways in which art interacts with society. Particular attention is paid to the processes through which collective memory is constructed as a symbolic space for the preservation of a people’s identity and cultural heritage, as well as to the role of art and museum institutions in preserving and narrating collective memory and cultural heritage. The thesis then explores the diversity of Sardinian Carnival celebrations tracing their ritual origins through the interplay between pagan traditions and religious influences. A specific focus is placed on two emblematic case studies: the Carnival of Mamoiada and the Sartiglia of Oristano. The detailed description of the traditional rituals associated with the Mamuthones and Issohadores masks and the Sartiglia ceremony highlights the distinctive characteristics of each celebration, as well as the elements that convey similar meanings, encouraging reflection on the role that these celebrations play in the transmission of traditions and collective identity. Furthermore, by adopting a contemporary perspective, the analysis explores the relationship between cultural valorization and modern transformations, examining not only the gendered division between male and female traceable to archaic ritual roots, but also the role of local cultural associations in preserving the cultural heritage represented by carnival ceremonies.
The final section of the thesis examines museum institutions dedicated to the representation and promotion of the masks of the Barbagia Carnival and the Carnival of Oristano. Based on ethnographic research conducted at three local museums, the study analyses how exhibitions use material artefacts, curatorial choices, and communication strategies to represent Carnival traditions as social practices and to make cultural heritage accessible to diverse audiences.
The sociological perspective adopted in this study highlights the Sardinian Carnival as a complex sociocultural phenomenon where art, memory, identity, and heritage intersect. Beyond its festive dimension, the Carnival represents the expression of a community whose traditions endure through social practices and are continuously renewed by cultural associations and museum institutions, which contribute to their transmission and preservation over time.