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Valentina Fanelli

“The ‘quality’ of music teacher training. Comparison between the italian and croatian educational system”

Relatrice: Prof.ssa Carla Cuomo (Università di Bologna)
Correlatori: Prof.ssa Martina Mičija Palić (Università di Zagabria), Prof. Badolato Nicola (Università di Bologna)

Motivazione per l’assegnazione del premio

Il lavoro di ricerca di Valentina Fanelli, di carattere comparativo, riguarda le modalità di formazione degli insegnanti di musica adottate nei sistemi educativi di Italia e Croazia. La tesi mette a frutto un’esperienza di studio internazionale, con risultati di significativo interesse nel campo della pedagogia e della didattica della musica. Il lavoro, scritto in lingua inglese, è svolto con rigore metodologico e chiarezza espositiva, apportando un contributo originale alla conoscenza delle pratiche educative musicali italiane e croate.

Abstract

La tesi, redatta in lingua inglese, consiste in un’analisi critico-comparativa dei sistemi formativi scolastici nazionali di Italia e Croazia, centrata sull’educazione musicale, dai servizi ECEC – Early Childhood Education and Care sino all’istruzione terziaria, dunque contemplando anche la formazione dell’insegnante. Alla luce dei documenti legislativi europei e internazionali in materia sul concetto di ‘qualità’ della formazione, la disamina è articolata in due parti. La prima indaga come i curricoli scolastici, dal sistema integrato zero-sei all’istruzione secondaria, siano allineati con la normativa dell’UE nel riconoscere il ruolo significativo dell’educazione musicale nello sviluppo socio-emotivo e cognitivo e nella formazione storico-culturale degli studenti. La seconda investiga tale armonizzazione rispetto al livello terziario: i programmi di formazione di educatori e insegnanti nel campo della pedagogia e didattica della musica.
L’indagine si fonda epistemologicamente sul modello di educazione musicale elaborato dal gruppo di ricerca del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, che radica tale disciplina in due settori scientifici: le Scienze dell’Educazione e la Musicologia.
Per una verifica concreta dei sistemi formativi dei due Paesi, la tesi ha assunto uno specifico case study: i curricoli di formazione degli insegnanti nel Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna e nella Facoltà di Formazione Insegnanti dell’Università di Zagabria (Učiteljski fakultet). In quest’ultimo caso, lo studio ha previsto un periodo di ricerca in situ (settembre-dicembre 2023). Le rispettive denominazioni hanno costituito il punto di avvio di una riflessione terminologico-concettuale: la denominazione italiana è incentrata sul processo educativo; la designazione croata pone l’accento sulla formazione del docente. Questo è emerso sia nel curricolo verticale della disciplina scolastica di entrambi i Paesi, sia nei corsi universitari assunti a campione per ciascun Paese (Roma, Padova e Milano; Split, Rijeka e Zadar). Il linguaggio adottato dai curricoli del primo ciclo di istruzione dei due Paesi, nonché l’assenza dell’educazione musicale nell’istruzione secondaria di secondo grado generale italiana, ha evidenziato un divergente bilanciamento: tecnico‑pratico nel sistema italiano, storico-culturale in quello croato. In particolare, i piani didattici croati prevedono insegnamenti vólti, in primo luogo, all’acquisizione delle competenze musicali tecnico-pratiche e storico-culturali, in secondo luogo alla maturazione delle competenze pedagogico-didattiche per la trasposizione dei contenuti. Diversamente, i piani di studio italiani non solo forniscono una percentuale di corsi musicali nettamente inferiore in termini quantitativi, ma attestano uno sbilanciamento sulla pratica. L’attenzione rivolta al patrimonio musicale ed alla partecipazione culturale è il punto di forza del dettagliato caso croato osservato. Non lo stesso, purtroppo, accade in Italia.
La comparazione tra i due Paesi offre diversi spunti di riflessione. Se consideriamo l’Italia e la Croazia come due possibili esempi nell’Unione, si constata una scarsa armonizzazione dei sistemi formativi di educatori e insegnanti di musica. Scopo della dissertazione è dunque quello di offrire un terreno di riflessione per stimolare il dibattito nella comunità politica e scientifica attorno ad un possibile curricolo verticale di educazione musicale, condiviso a livello europeo. Inoltre, evidenzia che un’educazione musicale che promuova, oltre alla pratica, l’atteggiamento di ricerca, la riflessività e il valore della musica nella storia e nella cultura, si pone come fattore di ‘qualità’ della formazione democratica europea.

The thesis, written in English, consists of a critical-comparative analysis of the national school education systems of Italy and Croatia, focusing on music education, from ECEC – Early Childhood Education and Care services to tertiary education, thus also including teacher training. In the light of relevant European and international policy documents concerning the concept of ‘quality’ of education, the study is divided into two parts. The first examines the extent to which school curricula, from the integrated zero-to-six system to secondary education, are aligned with EU legislation in recognising the significant role of music education in students’ socio-emotional and cognitive development, as well as in their historical-cultural formation. The second investigates this harmonization with respect to the tertiary level: the training programs of educators and teachers in the field of music pedagogy and teaching.
The research is epistemologically grounded in the model of music education developed by the research group of the Department of Arts of the University of Bologna, which conceives music education as a discipline rooted in two scientific fields: Educational Sciences and Musicology.
To examine the teacher education system of the two countries in concrete terms, the thesis adopts a specific comparative case study: the teacher training curricula in the Department of Educational Sciences of the University of Bologna and in the Faculty of Teacher Training of the University of Zagreb (Učiteljski fakultet). In the latter case, the study included an in-situ research period (September-December 2023). The different institutional denomination themselves marked the starting point for a terminological and conceptual reflection: whereas the Italian designation focuses on the educational process; the Croatian one emphasizes teacher training. This distinction emerged both in the vertical curriculum of music education within the school systems of the two countries and in the university curricula examined across selected institutions in each context (Rome, Padua, and Milan; Split, Rijeka, and Zadar). The language adopted by the curricula of the first cycle of education in the two countries, together with the absence of music education from Italian general secondary education, highlighted a divergent balance: technical-practical in the Italian system, historical-cultural in the Croatian one. In particular, Croatian teacher education programmes are designed to acquire, first, technical-practical and historical-cultural musical competences, and subsequently develop pedagogical-didactic competences for the educational transposition of musical content. By contrast, Italian study plans not only allocate a considerably lower proportion of music courses in quantitative terms, but also reveal a marked imbalance in favour of practical training. The focus on musical heritage and cultural participation is the strength of the detailed Croatian case observed. The same, unfortunately, cannot be said of the Italian context.
The comparison between the two countries offers several points for reflection. Considered as two possible examples within the European Union, Italy and Croatia reveal a limited degree of harmonisation in the training system of music educators and teachers. The dissertation therefore seeks to stimulate debate in the political and scientific community on the possible development of a vertical curriculum of music education, shared at the European level. Furthermore, it argues that a music education which promotes, alongside practical musical experience, an attitude of inquiry, critical reflection, and an appreciation of the value of music in history and culture constitutes a fundamental dimension of educational ‘quality’ within European democratic education.