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Maria Tenace

“Analisi della collezione bibliografica e discografica per la ricostruzione dei gusti musicali di Giulio Cesare Castello”

Referente: Prof. Luca Aversano (Università Roma Tre)

Abstract

La presente ricerca si propone di ricostruire il profilo dei gusti e dell’orientamento musicale di Giulio Cesare Castello attraverso l’analisi del Fondo Castello, costituito dalla biblioteca personale e dalla collezione discografica in vinile. Giornalista e critico teatrale, Castello affiancò alla propria attività professionale un intenso interesse per la musica e il teatro musicale, maturato attraverso un costante lavoro di studio, ascolto e collezionismo. La ricchezza e l’eterogeneità della raccolta da lui costituita rappresentano una preziosa testimonianza della sua formazione culturale e delle sue preferenze estetiche. Muovendo dal presupposto che una raccolta libraria e fonografica costituisca una fonte privilegiata per la ricostruzione dell’identità musicale del suo possessore, lo studio adotta un approccio storico-musicologico volto a interpretare il patrimonio documentario quale espressione di un preciso percorso intellettuale. La metodologia di ricerca si fonda sull’analisi qualitativa e quantitativa dei materiali conservati, considerando la distribuzione degli autori, dei repertori, dei generi musicali, delle edizioni, delle etichette discografiche e delle principali interpretazioni presenti nel fondo.
L’esame delle fonti evidenzia un orientamento nettamente rivolto alla tradizione della musica colta occidentale, con una significativa predominanza del repertorio operistico italiano tra XVIII e XX secolo. La biblioteca e la discoteca documentano un interesse sistematico nei confronti del melodramma, rappresentato da un’ampia presenza di opere di Bellini, Rossini, Donizetti, Verdi e Puccini, accanto alle produzioni di Mozart e Wagner, confermando una particolare attenzione per la storia dell’opera, la sua evoluzione stilistica e la prassi esecutiva. Parallelamente emerge una consistente sezione dedicata alla musica barocca, con numerose incisioni delle opere di Johann Sebastian Bach, comprendenti cantate, passioni, concerti, musica organistica e clavicembalistica, spesso in edizioni di riconosciuto valore filologico. Ugualmente rilevante risulta la presenza del repertorio beethoveniano, documentato attraverso cicli completi di sinfonie, concerti, sonate, quartetti e musica sacra, frequentemente rappresentati da differenti interpretazioni storiche, indice di un interesse rivolto al confronto critico delle pratiche esecutive. La collezione comprende inoltre un significativo nucleo dedicato alla musica del Novecento storico, con opere di Bartók, Berg, Stravinskij, Debussy, Mahler e altri protagonisti della modernità musicale, delineando un orizzonte culturale ampio e articolato, pur mantenendo centrale il repertorio classico e operistico.
L’insieme delle evidenze consente di delineare il profilo di un collezionista e musicofilo caratterizzato da una solida formazione storico-musicale, da un marcato interesse per la ricerca bibliografica e discografica e da una costante attenzione alle problematiche interpretative. Lo studio dimostra come l’analisi integrata delle raccolte librarie e fonografiche costituisca un efficace strumento d’indagine per la ricostruzione dell’identità culturale di un collezionista, offrendo un contributo alla conoscenza della ricezione della musica colta, delle pratiche di ascolto e delle dinamiche del collezionismo musicale nella seconda metà del Novecento.

This study aims to reconstruct the musical tastes and preferences of Giulio Cesare Castello through an analysis of the Castello Collection, consisting of his personal library and vinyl record collection. A journalist and theatre critic, Castello complemented his professional career with a profound interest in music and opera, cultivated through continuous study, attentive listening, and dedicated collecting. The richness and diversity of the collection he assembled provide valuable evidence of his cultural background and aesthetic preferences. Starting from the premise that a personal library and record collection constitute privileged sources for reconstructing their owner’s musical identity, this study adopts a historical musicological approach, interpreting the documentary heritage as the expression of a distinctive intellectual journey. The research methodology is based on both qualitative and quantitative analysis of the preserved materials, examining the distribution of composers, repertoires, musical genres, editions, record labels, and the principal performances represented in the collection.
The analysis reveals a clear orientation toward the Western classical music tradition, with a marked predominance of the Italian operatic repertoire from the eighteenth to the twentieth century. The library and record collection document a systematic interest in opera, reflected in the extensive presence of works by Bellini, Rossini, Donizetti, Verdi, and Puccini, alongside those of Mozart and Wagner, confirming a particular concern for the history of opera, its stylistic development, and performance practice. At the same time, a substantial section is devoted to Baroque music, with numerous recordings of the works of Johann Sebastian Bach, including cantate, passioni, concerti, organ and harpsichord music, often in editions of recognized scholarly value. Equally significant is the presence of Beethoven’s oeuvre, documented through complete cycles of symphonies, concerti, sonate, string quartets, and sacred music, frequently represented by different historical interpretations, reflecting an interest in the critical comparison of performance practices. The collection also includes an important body of twentieth-century music, featuring works by Bartók, Berg, Stravinsky, Debussy, Mahler, and other leading figures of musical modernism, thus outlining a broad and sophisticated cultural horizon while maintaining a central focus on the classical and operatic repertoire.
Taken together, the evidence allows us to portray Castello as a collector and music enthusiast distinguished by a solid historical and musicological background, a strong commitment to bibliographical and discographical research, and a sustained interest in issues of musical interpretation. The study demonstrates that the integrated analysis of personal libraries and record collections provides an effective methodological tool for reconstructing the cultural identity of a collector, while also contributing to our understanding of the reception of Western classical music, listening practices, and the dynamics of music collecting in the second half of the twentieth century.