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Emanuela Bauco

“Giulio Cesare Castello e la critica teatrale del Novecento”

Referente: Prof. Raimondo Guarino (Università Roma Tre)

Abstract

Il progetto di ricerca si propone di ricostruire il percorso intellettuale di Giulio Cesare Castello, che ha assistito e partecipato alla metamorfosi del teatro italiano nel secondo dopoguerra. Sebbene la sua attività si sia rivolta per lo più al cinema, la ricerca elegge la sua produzione teatrale – articoli, traduzioni e opere in volume – a centro di un’indagine focalizzata sul decennio 1946–1957. Metodologicamente è stata effettuata un’operazione di schedatura sistematica per individuare i nuclei d’interesse di Castello. Vista l’impossibilità di accesso diretto al fondo archivistico, la ricerca si è svolta in biblioteca tramite l’indagine OPAC SBN e lo spoglio diretto delle riviste «Sipario», «Teatro Scenario» e «Palcoscenico», integrati da contributi tratti da «Bianco e Nero» e «Cinema» per meglio delineare la prospettiva dell’autore. Dall’esame dei testi emergono diverse linee di interesse. Castello traduttore lavora su autori come Albert Camus (I giusti), Jean Anouilh (Léocadia) e Lillian Hellman. La mappatura degli attori segue l’evoluzione di carriere come quelle di Marcello Mastroianni, Rina Morelli e Giulio Stival nel transito tra teatro, cinema e TV. Sul piano della struttura produttiva, in articoli come Aumenta il numero delle compagnie (1950). Monitora inoltre la regia, documentando il consolidamento della regia in Italia attraverso l’analisi dei lavori di Luchino Visconti e il confronto tra le specificità dei linguaggi cinematografici e teatrali. Il lavoro svolto conferma che Giulio Cesare Castello rappresenta una fonte primaria per comprendere la costruzione del sistema teatrale del dopoguerra. Il progetto, si è concluso con la stesura di una bibliografia essenziale.

“Giulio Cesare Castello and 20th-Century Theater Criticism”

The project of research aims to trace the intellectual journey of Giulio Cesare Castello, who witnessed and played a part in the transformation of Italian theatre in the post-war period. Altough his work has focused more on cinema, this research elects his theatre production – articles, translations and books – at the center of an investigation focusing on the decade 1946-1957.
Methodologically a systematic registration process was carried out to identify the keys areas of interest in Castello. Seeing that direct access to the archive collection was not possible, the research was carried out in the library trough a review of OPAC SBN and direct indexing of journals «Sipario» «Teatro Scenario» and «Palcoscenico» supplemented by excerpts from «Bianco e Nero» and «Cinema» to better illustrate the author’s perspective. An examination of the texts reveals several areas of interest. Castello, as a translator, works on authors such as Albert Camus (Les Justes), Jean Anouilh (Léocadia) and Lillian Hellman. The analysis of the actors traces the evolution of carrers such as those of Marcello Mastroianni, Rina Morelli and Giulio Stival as they moved between theatre, cinema and television. In terms of the theatre’s organisational structure in articles such as Aumenta il numero delle compagnie (1950). He also examines directing, documenting the consolidation of directing in Italy trough an analysis of Luchino Visconti’s work and a comparison of the specific characteristic of cinematic and theatrical languages. This research confirms that Giulio Cesare Castello represent a primary source of the post-war theatre system. The project, concluded with the compilation of an essential bibliography.